Intervista al Procuratore della Repubblica di Napoli Nord Franco Greco

“Il problema sono le risorse disponibili”

«La questione è le terre di nessuno dove si sversano rifiuti di ogni genere»

di Giuseppe Mattiello e Massimo Pagano

«La Procura di Napoli Nord, ufficio di recente istituzione, nasce dallo scorporo di alcuni territori dei circondari di Napoli e di Santa Maria Capua Vetere e fa riferimento a un bacino di utenza di oltre un milione di persone, con grossi centri come ad esempio  Giugliano che è la terza città della Campania con 130mila abitanti, ma anche la stessa Aversa e Afragola con numeri importanti. Parliamo di uno dei circondari dove c'è un altissimo indice di criminalità e di litigiosità , come è noto infatti che qui in ogni luogo ci sono delle organizzazioni criminali camorristiche, sia nel Casertano, come ad esempio il noto Clan dei Casalesi, ed altrettante grosse organizzazioni criminali camorristiche situate nella parte napoletana, e mi riferisco a quelle presenti nei comuni di Giugliano in Campania e di Marano».

Vista una competenza territoriale così vasta, ci può dire quanti magistrati sono presenti in organico, come è articolata questa Procura e se vi sono carenze ?

«La Procura ha un organico di 27 sostituti procuratori, più due procuratori aggiunti. Il problema non è rappresentato dai magistrati ma dalle risorse disponibili. Il personale amministrativo ha una mancanza di polizia giudiziaria, in quanto l'attuale organico ha una pianta che prevede 26 appartenenti alla Polizia Giudiziaria, un numero del tutto insufficiente e non corrispondente a quanto prescritto dal codice di procedura penale, che prevede la presenza di due appartenenti alla Polizia Giudiziaria per ogni magistrato, per cui la pianta organica della sezione polizia giudiziaria dovrebbe essere di 60 membri, che al momento sono invece 27. Vi é una carenza ed in merito a ció ci stiamo muovendo per risolvere la situazione.
Siamo organizzati secondo il criterio della semi specializzazione, abbiamo una sezione che si occupa di ambiente e sicurezza, una di edilizia, la sezione che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, una che si occupa di criminalità organizzata, ed un gruppo di magistrati altamente specializzato che si occupa di di reati contro la pubblica amministrazione, una che si occupa di criminalità organizzata, ed un gruppo di magistrati altamente specializzato che si occupa di stalking e violenze sessuali. Poi abbiamo una sezione che si occupa di criminalità predatoria, ecco questo è un altro aspetto molto importante che costituisce sicuramente una priorità, come quella in cui ci dobbiamo confrontare quotidianamente sul problema della terra dei fuochi, a cui tutti i comuni hanno la necessità di intervenire sui rifiuti e sulle bonifiche».

Pensa che ci sia una omissione da parte degli enti pubblici che devono controllare il territorio?

«Tutti i pubblici amministratori fanno il loro dovere, ma sicuramente devono fare di più, non a caso stiamo sensibilizzando le responsabilità amministrative, perchè si é tollerato fin troppo. Tuttavia è anche un problema culturale, perchè vanno a sversare rifiuti in siti abbandonati, cioè in un posto che è un non-luogo come si dice in termini sociologici, cioè un luogo di nessuno. Però devo dire, che a seguito di segnalazioni ci sono stati molti interventi sul nostro territorio per rimuovere i rifiuti, ma spesso è un problema anche di cultura, perchè ci si sente autorizzati a sversare in quei luoghi "di nessuno", e questo va a discapito della terra di origine».


Le segreterie dei P.M. ricevono fino alle 12, alcuni avvocati soffrono questo disagio: pensa si possa fare qualcosa?

«L'interlocuzione diretta tra gli avvocati e i sostituti procuratori, è molto importante, ma a volte è difficile a trovarla, perché avendo una segreteria centralizzata, la mancanza di personale amministrativo ci ha comportato la necessità di creare delle nuove segreterie, il cui personale formato da 4 persone, deve effettuare adempimenti per sei o sette magistrati, non avendo a volte il tempo di svolgere la funzione di filtro. Tuttavia comprendo il disagio e faremo il possibile per renderlo meno gravoso, sebbene io so per certo che i magistrati non si sono mai sottratti ai colloqui, quindi che non si pensi ad una mancanza di considerazione verso gli avvocati».

Vorrei chiederle un osservazione sulla criminalità telematica e se pensa che esistano davvero dei mezzi per poterla contrastare e prevenire?

«Ci siamo dovuti confrontare con alcuni aspetti del cyber crime, che rappresenta un po' quello che è la veloce dinamica della società moderna,  a cui spesso gli strumenti legislativi e normativi non si adeguano alla stessa velocità,  tipica del mondo del web.
Abbiamo avuto anche un tristissimo caso, come quello di Tiziana Cantone, terminato con il suicidio della stessa, in cui si è toccato con mano la gravità che può comportare la violenza telematica.
Riguardo alle indagini su internet abbiamo un grosso problema di prevenzione, soprattutto quando si tratta di reati informatici che in qualche modo coinvolgono direttamente i ragazzi giovani, i quali non si rendono conto che lo strumento informatico può rappresentare un'arma. Su questo bisogna fare azioni di prevenzione e di informazione nelle scuole.
Inoltre, vi è molta complessità nelle indagini perchè ci si deve rapportare con grossissime istituzioni che si poggiano ai server di Google, in California, quindi chiaramente qualsiasi indagine che va fatta, necessita di una valutazione professionale, per valutare se è il caso o meno, di rivolgersi a queste mega società.
Noi abbiamo raggiunto, con alcuni magistrati, buoni livelli di specializzazione, ed abbiamo in questo settore due organi che fanno un'indagine di questo tipo, che sono oltre alla ben nota polizia postale, anche un nuovissimo istituito presso il comando provinciale di Napoli, con un'apposita sezione, coordinata da un ufficiale dei carabinieri, che è anche un ingegnere, il cui svolge attività di indagini informatiche».

Avete effettuato un corso di formazione?

«Qualche mese fa, infatti, abbiamo fatto anche un corso di formazione a cui hanno partecipato i magistrati con i carabinieri di questa sesta sezione che si occupa di reati informatici ed in quel contesto abbiamo anche incontrato sia il magistrato di collegamento presso l'Ambasciata degli Stati Uniti, sia il rappresentante di facebook in Italia, i quali ci hanno illustrato alcune situazioni molto utili ai fini delle indagini.
Va tenuto presente che la competenza per i reati informatici è distrettuale, a differenza del processo si fà al nostro Tribunale. Tuttavia però, ci sono casi in cui indirettamente noi agiamo in prima persona, come ad esempio per i reati di diffamazione o di stalking, sempre più frequenti se consideriamo che l' 80% della popolazione è sui social network.»

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