Gli aspiranti Presidente rispondono a cinque domande di PQM

Questo deve fare il Consiglio dell'Ordine secondo noi…

Le risposte di Fedele, Mallardo e Quarto. Le proposte, le prospettive, i problemi secondo questi tre esponenti dell'avvocatura del Tribunale di Napoli
che vogliono sedersi al vertice dell'avvocatura. Prospettive dell'organismo che resterà in carica per 14 mesi.

di Giuliano Vassallo e Maria de Luca

Alfonso Quarto

1 - Occorre partire dal dato oggettivo: la prima consiliatura durerà14 mesi. Quindi bisogna muoversi su due linee direttrici: una di natura organizzativa, l'altra di tutela della categoria e qualità della prestazione. Sotto il primo profilo, è fondamentale mettere in piedi un Ordine funzionale, trasparente, interattivo e qualificato. Sotto il secondo profilo è fondamentale creare le condizioni per realizzare una Scuola forense che non serva solo ad assolvere al dovere dei crediti formativi, ma sappia “formare” e “specializzare”.Vi è poi bisogno di un'operazione trasparenza nei bilanci, nella rotazione degli incarichi giudiziari. Iniziative per le fasce deboli dell'Avvocatura con agevolazioni nel pagamento della tassa per i primi anni di professione e convenzioni per fornire a tutti gli Avvocati strumenti di aggiornamento e ricerca. Vi è bisogno di un monitoraggio sul conferimento degli incarichi da parte del Tribunale nelle procedure fallimentari a professionisti iscritti a questo foro. Controllo sulle nomine dei CTU;una più costante e proficua relazione con la Cassa di Previdenza; realizzazione di baby parking; monitoraggio sugli uffici del GDP.
2 - La scelta della composizione del nostro raggruppamento è stata determinata dai territori e dalle diverse competenze. In particolare non abbiamo escluso territori e anzi abbiamo favorito l'integrazione, sicuri del fatto che il Tribunale di Napoli Nord abbia una nuova identità. Abbiamo anche fatto in modo che l'aggregazione elettorale avesse al servizio professionisti specializzati in diversi ambiti professionali, dal civile al penale all'amministrativo al lavoro e tributario.
3 - Abbiamo predisposto un questionario on line per avere un'idea dei problemi. E' evidente che il problema dei problemi è rappresentato dalla carenza del personale amministrativo e dalla scarsa formazione dei nuovi. C'è poi da implementare i front office che non possono, come accade adesso, determinare interminabili file.
C'è da gestire meglio le udienze, sia nel civile, che nel penale. Bisogna arginare il “turismo” degli Avvocati e Magistrati, laddove molti processi non possono essere celebrati ad Aversa per mancanza di aule con videoconferenza e gli l'interrogatorio degli arrestati non possono essere ancora tenuti nella casa di reclusione di Aversa.
4 - I problemi della carenza di organico passano attraverso il reperimento delle  risorse, ma buone prassi organizzative possono aiutare.
Da un lato esigeremo che i Consigli dell'Ordine di Napoli e Santa Maria C.V. destinino le risorse accantonate al nuovo Ordine di Napoli Nord, non solo grazie alla riscossione dei nostri contributi per oltre tre anni, ma anche per la quota di patrimonio in ragione del numero degli iscritti che sono migrati, dall'altro faremo in modo che la classe dirigente dell'Avvocatura di Napoli Nord diventi un interlocutore forte e qualificato con le Istituzioni anche nazionali per denunciare con vigore la gravità di tale situazione di carenza di organico ed accendere i riflettori su un ufficio giudiziario che non può reggersi esclusivamente sui sacrifici degli Avvocati e degli utenti, ma per essere un reale presidio di legalità, deve reggersi sulla efficienza.
5 - Con il vostro aiuto certamente riusciremo a creare un Ordine che sappia riaffermare, innanzitutto, il rispetto e la dignità dell'Avvocato, attraverso una istituzione forte che sappia partire dall'etica con una forte vocazione al rigore deontologico, alla formazione, alla promozione della cultura che riporti l'Avvocato al centro del progresso della società.
Tutto questo sarà realizzato da Avvocati che avranno il coraggio di prendere posizioni su tutte le questioni a vantaggio della categoria.

Pasquale Fedele

1 - Cultura, formazione, efficienza. Sono nove anni che puntiamo su questi tre elementi e per la verità in questi nove anni gli obbiettivi che ci eravamo prefissatili li abbiamo realizzati. Siamo partiti da un'area periferica e ci troviamo ad essere il quarto tribunale di Italia. Ovviamente tutto questo è stato realizzato con gli strumenti della cultura, di una formazione di eccellenza e puntando sempre all'efficienza e all'innovazione.
2 - L'aggregazione si è formata non scegliendo, non è che io ho scelto dei candidati, perché la mia figura è una figura che rappresenta delle idee. Il nostro programma è il cardine intorno al quale ci si aggrega. Ne fanno parte quindi tutti coloro che in questi nove anni hanno condiviso questo progetto. Abbiamo cercato di far si che la formazione a mano amano coinvolgesse sempre più giovani, che diventassero sempre più bravi perché dopo di noi non ci deve essere il vuoto, anzi dobbiamo farlo insieme con le nuove generazioni e poi devono continuare. Non è fondamentale per noi essere candidato o non essere candidato perché quando abbiamo fatto un appello pubblico per invitare tutti quanti a collaborare, abbiamo avuto una risposta straordinaria. Si sono offerti di collaborare più di 100 colleghi e collaborare in questo momento in cui potrebbe sembrare schierarsi con una lista o con un'altra è una cosa difficile. In realtà non è che si condivide una persona, si condividono le idee, si condivide il progetto.
3 - Ritengo indispensabile per un tribunale di queste dimensioni è che il consiglio dell'ordine faccia una serie di protocolli per disciplinare meglio il funzionamento quotidiano del tribunale, perché il numero molto elevato di processi necessita di una disciplina ed è evidente che questo si può fare solamente dopo l'istituzione del consiglio dell'ordine. La presidenza ha fatto il possibile fino ad ora per cercare di adottare un minimo di uniformità e disciplina, ma ritengo che bisogna passare proprio ai protocolli che ci consentiranno di usare bene le risorse dei magistrati degli avvocati del personale amministrativo ed offrire un servizio giustizia ottimale. Il nostro progetto non è quello di dire “guardate cerchiamo vediamo” no, noi abbiamo l'ambizione di essere tra i primi d'Italia non solo come numero, ma come qualità e come efficienza.
4 - Noi riteniamo che puntando su un progetto culturale su una formazione di eccellenza, dare spazio alla gioventù competente e preparata, possiamo tranquillamente stare tra i primi. La formazione si deve anche trasformare in cultura perché se l'avvocato resta semplicemente confinato nell'ambito delle mere cognizioni tecniche non sarà mai protagonista della società. Cioè c'è un momento in cui l'informazione che ti deriva dagli studi e che noi nel nostro settore chiamiamo formazione professionale diventa culturale, cioè assume quella capacità di trasformare la società, la informa di sé e la trasforma. Ho avuto modo di conoscere tanti e tanti colleghi e ognuno ha dato sempre prova di grandissima qualità. C'è una progettualità e una qualità sul territorio veramente fuori dal comune.
5- Noi abbiamo sempre utilizzato queste parole chiave: cultura formazione ed efficienza e poi abbiamo sintetizzato in scelta di innovazione. Innovazione non significa sostituire un uomo o un altro o un programma del computer con un altro, l'innovazione è un processo culturale. Che cosa comporta l'innovazione? Una trasformazione della società.

Gianfranco Mallardo

1 - Primo tra tutti è l'organizzazione degli uffici del Consiglio dell'Ordine. La macchina deve essere riadattata “a misura d'avvocato”, dalla riorganizzazione dei locali e delle strumentazioni; implementeremo le attrezzature, ma ci preoccuperemo soprattutto della pianta organica dei dipendenti del Consiglio che saranno assunti con concorso pubblico. Occorre, poi, predisporre dei regolamenti di funzionamento sia del Consiglio dell'Ordine, sia delle commissioni, che del Comitato pari opportunità. Sarà creatolo sportello del cittadino, Porteremo avanti battaglie come le tariffe nazionali e i protocolli d'intesa, tesi a migliorare il funzionamento degli uffici giudiziari.tesi a migliorare il funzionamento degli uffici giudiziari.
2 - Non abbiamo scelto i candidati solo in base alle loro qualità personali. Riteniamo che la nostra sia un'aggregazione politica, nel senso che ne fanno parte solo coloro che hanno avuto un'esperienza associativa, o un'esperienza istituzionale. Io ho svolto per circa sei anni funzioni dirigenziali, come me gli altri candidati. Per tale ragione è un'aggregazione che non vuole mettere in risalto le varie personalità, ma che ha senso solo se votata nel suo complesso.
3 -Il primo riguarda le modalità di accesso agli uffici e la conseguente scarsità di personale e  di cancelleria. E' un problema enorme, che abbiamo posto non solo alla dirigenza del Tribunale e della Corte d'Appello più volte, ma anche al sottosegretario e al ministro, con la raccolta di circa 900 firme. Attualmente siamo in attesa di nuovo personale. Il secondo è il rapporto con i magistrati che sconta la lunga assenza di rappresentanza dell'avvocaturaproprio perché manca un Consiglio dell'Ordine e quindi un'interlocuzione delle associazioni con i vertici del tribunale e i magistrati. Terzo problema è logistico: è stata una scelta sbagliata creare un tribunale nel centro storico. La struttura non è adatta a uffici moderni, questo comporta problemi per il parcheggio, per la dimensione delle aule. Sono tutti problemi che non può risolvere un Consiglio dell'ordine, ma ci batteremo, affinché lo Stato intervenga, con la creazione di nuove aule con possibilità di videoconferenze. Abbiamo, inoltre, insistito molto per l'utilizzo di nuove aule per il Giudice di pace.
4 - I politici devono provvedere alla risoluzione dei problemi in sinergia con gli altri ordini della Campania perché il “problema giustizia” deve essere affrontato nella sua complessità e interezza. Aversa è un tribunale unico in Italia, creato ex novo. Lo Stato, quindi, intendeva dare un forte segnale su un territorio martoriato sotto il profilo sia della criminalità sia dell'ambiente, ma anche in ambito culturale.
5 -Litigare fra noi avvocati per essere eletti e ottenere un momento di visibilità nell'ambito del panorama forense significa fare la fine dei capponi dei promessi sposi. Noi avvocati dobbiamo unirci per raggiungere obiettivi comuni, non dobbiamo litigare per cariche. Mi auguro vivamente che chiunque venga eletto mantenga l'impegno di attuare tali programmi, volti principalmente alla risoluzione di disagi comuni a tutta la classe forense.

 

 

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